Competenze del counselor

Quali competenze deve possedere il counselor?

Competenze del counselor

Quali competenze deve possedere il counselor?

Vorrei farti riflettere sulle competenze del counselor. Infatti egli nell’azione di counseling deve attuare strategie che implicano non un atteggiamento spontaneo ma chiare competenze apprese. Cercherò di farti comprendere il significato e l’importanza di tali competenze.

A tal fine farò un elenco di alcune competenze e le descriverò in breve. Potrai così farti un’idea delle competenze del counselor.

  • Empatia – “è l’atto attraverso il quale un soggetto esce da se stesso per comprendere qualcun altro senza, tuttavia, provare realmente le medesime emozioni” (Roger Mucchielli). E’  l’abilità del counselor, di penetrare nell’universo dell’altro  mantenendo la propria lucidità. Si ponga attenzione al fatto che l’empatia oltre che un’abilità e anche un processo che avviene e che di diviene. Si ponga attenzione anche al fatto che correlata all’empatia è la “autenticità” del counselor. “Se non si ha la sincera preoccupazione di comprendere, se il counselor non si domanda sinceramente se ha ben capito, e questo in ogni momento del colloquio, allora qualunque metodo di lavoro applichi si ridurrà ad una formula artificiosa ed il cliente percepirà nettamente di non essere stato veramente ascoltato e si sentirà preso in giro o comunque squalificato. Ed il colloquio di aiuto sarà totalmente sfigurato, snaturato, inutile se non addirittura dannoso.” (Mucchielli).
  • Congruenza – collegata all’autenticità ed all’empatia, si riferisce all’atteggiamento del counselor come capacità di apertura all’ascolto di sé, ancor prima che degli altri. Sapersi ascoltare significa essere in grado di poter percepire consapevolmente ciò che si sta vivendo, e solo questo fa sì che si possa essere profondamente se stessi nella relazione con l’altro.  Essere congruenti tra ciò che si dice e il come lo si dice, cioè tra verbale e non-verbale, è ciò che rende veritiero, convincente e affidabile il counselor.
  • Accettazione positiva dell’altro –  l’accettazione positiva incondizionata dell’altro indica che la persona è accettata, indipendentemente da ciò che fa, dice o pensa, solo per quello che è e per la sua motivazione a cambiare. Questo atteggiamento da parte del counselor riflette una condizione di base di interagire senza dare giudizi morali né di riprovazione né di approvazione. Attenzione: questo non significa che il counselor debba essere indifferente agli aspetti etici di ciò che la persona dice o fa.
  • Capacità di comunicazione –  è particolarmente importante che vi sia assoluta congruità tra il verbale e il non-verbale del counselor nel suo porsi verso il cliente.
  • Saper prestare attenzione –  richiede la capacità da parte del counselor di comunicare al cliente un’attenzione totale ed incondizionata.  Il counselor deve saper essere “fisicamente attento” in modo da trovarsi nella posizione migliore per osservare e deve saper osservare per poter ascoltare più efficacemente.
  • Saper mantenere il contatto visivo – riuscire a mantenere un costante contatto con gli occhi significa comunicare a livello non-verbale la nostra profonda attenzione per l’altro. Attenzione anche al significato profondo del “saper guardare negli occhi l’altro”.
  • Saper usare un tono di voce appropriato-  il tono della voce risulta, essere molto più influente del contenuto della comunicazione verbale nel caratterizzare un comportamento come realmente positivo ed amichevole.
  • Saper usare il silenzio – il rispetto del silenzio dell’altro è il primo modo per dimostrargli la nostra reale volontà di dargli ogni possibilità di esprimersi secondo i suoi ritmi e le sue modalità.
  • Saper rispettare il tempo dell’altro – Ciò implica non forzare i tempi di comprensione e maturazione di una maggiore consapevolezza nel cliente delle proprie possibilità di risoluzione del problema contingente