Counseling di Orientamento

Il counseling come servizio di orientamento

l counseling di orientamento si rivolge a quanti vivono la difficoltà di prendere una decisione riguardo a scelte lavorative o di studio, aiutandoli ad uscire dalla fase di “disorientamento” che stanno vivendo.

Esplorare, Scoprire, Chiarificare

Il counseling di orientamento offre alla persona l’opportunità di esplorare, scoprire e chiarificare i propri schemi di pensiero e di azione al fine di:

  • aumentare il proprio livello di consapevolezza su bisogni, desideri e potenzialità;
  • utilizzare al meglio le proprie risorse;
  • promuovere un maggior grado di benessere.

Counselling non direttivo

A livello metodologico, non si interpreta il vissuto, né si danno prescrizioni, ma si utilizza un colloquio non direttivo, centrato sulla persona per comprendere ciò che l’altro sente e vive e restituirlo al cliente sottoforma di riformulazione che può aiutarlo a prenderne coscienza ed ad aumentare la consapevolezza dei suoi vissuti.

Stimolare un processo di Crescita

Pertanto, il counseling di orientamento mira a stimolare un processo di crescita e di responsabilizzazione attraverso una relazione d’aiuto basata in primis sul rispetto dell’autonomia dell’altro.

Il counselor non prende decisioni, ma aiuta l’altro ad arrivare a una scelta attraverso un percorso che parte dalle percezioni dei sentimenti, passa attraverso la consapevolezza cognitiva e arriva ad un fare congruo con la realtà circostante (“Sento, penso, agisco”).

Modello di intervento integrato

In questo modo si porta il cliente ad una consapevolezza emotiva-cognitivacomportamentale.

Il modello d’intervento integrato persegue questa triplice consapevolezza attraverso degli esercizi che permettono di approfondire alcune aree:

  1. area del piacere/fatica per indagare il piano dell’essere e del dover essere e recuperare la posizione personale del soggetto sulla base di ciò che esperisce in realtà e non sulla base di convinzioni e stereotipi;
  2. area dell’autovalutazione/descrizione per far emergere eventuali problemi legati all’autostima;
  3. area del “vorrei essere”/”dovrei essere”;
  4.  area del piano della realtà per arrivare a una valutazione della congruenza tra le risorse, i limiti emersi, bisogni e desideri e la realtà sociale e lavorativa. Così si arriva a delineare obiettivi, secondo bisogni e aspettative, comunque migliori per quella persona e in quel contesto sociale.